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DIETA E VINO

Un tempo, quando la maggior parte della popolazione svolgeva lavori fisicamente impegnativi o la vita era meno sedentaria il problema del peso e delle diete era praticamente inesistente. Nessuno si preoccupava del proprio girovita e nessuno si sarebbe sognato di andare in palestra dopo una giornata di lavoro: mancavano le calorie e probabilmente anche le forze.

Oggi, invece, l’aspetto fisico è molte volte un lasciapassare e, forse, più che la salute quel che importa è l’apparire sani. Catalogare tutte le tipologie delle diete e dei rimedi naturali contro l’aumento del peso richiederebbe qualche mese di lavoro assiduo e duraturo. A memoria si potrebbero citare la dieta dell’ananas, la dieta dell’acqua, la dieta dello yogurt, la dieta a Zona, la dieta mediterranea, la dieta chitogenica, la dieta Dunkan, la dieta del minestrone. Insomma l’elenco potrebbe durare molto ancora. L’unico comune denominatore sono le privazioni alle quali ci si deve sottoporre e lo scarso piacere culinario che queste diete ci regalano. Ben inteso che la base per essere in forma è una buona alimentazione (e in Italia grandi problemi non dovremmo averne) ed una sana attività fisica, noi abitanti del Bel Paese, ad aiutarci, abbiamo il vino.

Ma come? Il vino che è per definizione una bevanda alcolica e dunque calorica, che viene accostato a cattive abitudini etc. etc, etc. Già, proprio lui si scopre essere, non a detta nostra, ma secondo recenti studi uno degli elementi migliori per chi si accinge ad iniziare un dieta. Se le qualità del vino in senso lato sono trattate nella nostra rubrica “In vino Salus”, qui possiamo dire che è senz’altro l’accompagnatore ideale per questi regimi alimentari che a volte possono essere davvero tediosi e noiosi.

Difatti, togliere il vino dalle diete è controproducente. La conferma arriva da molti medici-nutrizionisti: “il vino è, infatti, un alimento gratificante, ricco di micronutrienti ed apporta antiossidanti, molecole che bloccano i radicali liberi, sostanze dannose per le nostre cellule. Né bisogna trascurare, come altri cibi, il valore aggregante del vino in molte situazioni sociali, dalle ricorrenze ai pranzi di lavoro, dalle cene tra amici ai grandi ricevimenti”.

“L’apporto calorico del vino è di circa 70 calorie per 100 g - ha spiegato in un convegno internazionale Pietro Migliaccio, ricercatore dell'Istituto Nazionale della Nutrizione - e, pertanto, un bicchiere da 150 ml ne fornisce circa 100. In una dieta ipocalorica (dimagrante) che può andare dalle 1200 alle 1700-1800 kcal giornaliere possono essere contemplate 100-200 calorie dal vino, senza alterare i rapporti tra glucidi, lipidi e proteine”.

Pietro Migliaccio, famoso medico-nutrizionista, continua poi dicendo che "non ho mai abolito il vino dalle diete dimagranti, anzi l’ho sempre permesso a condizione delle regole che in decenni d'attività si sono dimostrate valide:

  • da mezzo a due bicchieri al giorno (quantità in relazione al valore energetico complessivo della dieta) da consumarsi preferibilmente a cena;
  • non berlo a digiuno, ma sempre durante o dopo il pasto;
  • se ci si trova in particolari situazioni sociali berne al massimo due bicchieri, riducendone eventualmente la quantità il giorno successivo;
  • non riempire né farsi riempire il bicchiere prima di averlo svuotato completamente in modo da controllare più facilmente la quantità;
  • quando l'accostamento cibo-bevanda lo permette, preferire il vino rosso che si centellina meglio e che per la sua corposità è più gratificante.

"Tutte regole - conclude Migliaccio - che in decenni d’attività si sono sempre dimostrate valide."

QUALE IL VINO PIU' INDICATO

I farmacologi affermano che il vino di buona qualità è anche quello che ha effetti migliori. Sicuramente, dai vigneti di collina nasce una bevanda più ricca di polifenoli, così come dalle piante che hanno subito uno stress: la vendemmia verde, cioè l'asportazione anticipata di oltre il 50 per cento dei grappoli, provoca, infatti, uno stress alla vite, ma migliora la qualità del vino che è ricavato dai grappoli che rimangono. Aumentando anche il tasso di polifenoli e antocianine. Ma allora, quale scegliere? I grandi rossi italiani: Brunello, Barolo, Chianti, Amarone, Sagrantino (il vino con il più alto tasso di polifenoli). Bisogna, però, sfatare anche il fatto che gli effetti benefici del vino sono solo per il rosso: recenti studi hanno rilevato sostanze identiche o simili a quelle dei vini rossi anche nei vini bianchi (frizzanti inclusi). Nei vini bianchi, in particolare, sono state rilevate molecole capaci di svolgere funzioni simili a quelle dei rossi: pur presenti in concentrazioni inferiori, hanno una struttura che le rende più facili da assorbire per l'organismo umano. Il risultato finale dell'assunzione dei vini rossi o bianchi è, in sostanza, molto vicino.

Dunque, non resta che brindare all’inizio di una dieta che, per una volta, non sia vissuta solo e soltanto come una privazione. Salute.

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